Perché ieri no e oggi sì?

Pubblicato 28 febbraio 2015 di patuasia
Categorie: Delirio, Demagogia, Disgusto, Domande, Elezioni, Memoria storica, Politica valdostana, Uomini politici

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Subito dopo il congresso dell’UVP, in aprile di un anno fa, il capogruppo del PD, Raimondo Donzel insieme a i consiglieri Carmela Fontana e Jean-Pierre Guichardaz, in contrasto con quanto detto dal segretario Fulvio Centoz così affermava: “constatato che l’intervento del segretario del Pd disattende completamente le indicazioni dell’Assemblea del partito e la posizione del Gruppo PD-Sinistra VdA sulla crisi politica in Consiglio regionale, si dissociano totalmente dalle dichiarazioni rese e si autosospendono dal Partito democratico della Valle d’Aosta in attesa di un chiarimento politico in Assemblea regionale». Le indicazioni date dall’Assemblea di allora erano in netto contrasto con la scelta di oggi e bocciarono qualsiasi apertura con il Governo Rollandin. I consiglieri su questo erano stati chiarissimi e i loro interventi in Giunta molto duri. E’ vero che la politica non è fatta di pietra e somiglia di più all’acqua che prende la forma del tipo di contenitore, ma questa nuova scelta che vedrà il PD in maggioranza in Regione insieme a Stella alpina e Union e nella stessa coalizione per il Comune, ancora nessuno l’ha motivata. E non sono le parole scariche di contenuti dell’accordo a spiegarci la ragione. Dunque, perché ieri no e oggi sì?

Terrorismo internazionale e terrorismo istituzionale!

Pubblicato 27 febbraio 2015 di patuasia
Categorie: Archeologia, Battaglia, Bruttezza, Brutto esempio, Criminalità, Cultura morta, Degrado morale, Degrado urbano, Delirio, Disgusto, Identità, Istituzioni, Mala Amministrazione, Mala politica, Mala Vita, Pessima amministrazione, Politica valdostana, Requiem, Scempio, Terrorismo, Violenza

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La Porta dei nostri ricordi.

La Porta dei nostri ricordi.

Assistere impotenti al saccheggio della Storia fa male. Vero dolore fisico. Una botta in testa che stordisce e fa soffrire. L’ignoranza barbara dei terroristi non si ferma davanti alle vite umane e all’identità di un popolo (compreso il loro) che è fatta appunto di Storia. Quante volte abbiamo detto e sentito che il passato è fondamentale per capire il presente e preparare il futuro? Tantissime volte. Quasi una cantilena che rischia di diventare noia, eppure è così: l’insieme di ieri è la Storia di oggi. Cancellare la Storia significa ricominciare senza bagaglio: il passato non serve perché non c’è niente da capire. Non si deve capire, ma subire. E questa affermazione che racchiude in sé una politica ben precisa, la troviamo anche qui, nella civilissima società occidentale. Anche in Valle d’Aosta. La scarsa cura complessiva verso i Beni culturali, l’atto vandalico perpretato contro la Porta Pretoria ed eseguito dal terrorismo istituzionale locale, hanno ucciso pezzi della nostra Storia e quindi della nostra identità. Sembra esagerato ciò che scrivo, ma se fate attenzione non è così paradossale. Si tratta di modalità differenti e meno gravi in quanto è possibile porvi rimedio, ma il risultato finale non è poi così diverso.  Read the rest of this post »

La quarta lingua!

Pubblicato 26 febbraio 2015 di patuasia
Categorie: Alcoolismo, Aria fritta, Attentati, Brutto esempio, Cazzate varie, Cultura morta, Degrado, Delirio, Elezioni, Fuffa, Mala politica, Politica valdostana, Puffi, Senilità, Stupidario, Ultimo saluto

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L’accordo c’è! Questo è l’ultimo pezzo del testo ditemi che lingua è? Anche il politichese ha più senso!

La coalizione Uv, Sa, Pd intende operare ed impegnarsi per rinforzare il senso di appartenenza alla comunità attraverso un ruolo attivo di tutti i cittadini con modalità di collaborazione coerenti con la storia, la cultura e la tradizione della città di Aosta, favorendo la partecipazione democratica attraverso il reale coinvolgimento nei processi decisionali dei soggetti attori del territorio».

L’Altra…

Pubblicato 26 febbraio 2015 di patuasia
Categorie: Analisi spicciola, Elezioni, Politica valdostana

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I niveaux différents dell’UVP non hanno retto a lungo: in comune l’UVP farà opposizione al Leone rampante e ai suoi alleati. Che farà Alpe? Sceglierà di stare con l’Altra Valle d’Aosta o con l’Altra Union valdotaine? Perché non credo che la Sinistra radicale valdostana sia felice di correre con il partito dei Viérin e di Caveri no? Dunque in casa alpista assisteremo al dibattito di sempre che vede come protagonisti gli ex Union e gli ex Verdi. Spero che la parte più urbana del partito abbia il sopravvento, anche perché è quella maggiormente rappresentativa nel capoluogo e scelga di stare con la Sinistra. Se poi il PD avesse un ripensamento i giochi diventerebbero più interessanti perché il risultato finale non sarebbe scontato.

Sostiene Caminiti…

Pubblicato 25 febbraio 2015 di patuasia
Categorie: Brutto esempio, Delirio, Domande, Elezioni, Infantilismo, Mala politica, Politica valdostana, Uomini politici

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In una intervista rilasciata ad aostanews24, Vincenzo Caminiti spiega le ragioni della sua uscita da Stella alpina, ma non dice cosa farà nel prossimo futuro. Lascerà la politica? Al momento parrebbe di no. Quale formazione o progetto politico lo attrarrebbe? Non sa, non conosce bene gli altri partiti o movimenti per sbilanciarsi. Maccome! E’ stato eletto nel 2010 e in cinque anni di politica attiva ancora non sa distinguere quali sono le caratteristiche e le differenze fra i vari partiti presenti in Consiglio? Ha bisogno di altri quindici giorni per prendere una decisione? Come se quindici giorni fossero sufficienti a riempire il vuoto di conoscenza che non ha saputo colmare in cinque anni? Mettiamo che sia come dice lui, facciamo finta di credere nella sua ingenuità (gravissima per un politico) e cerchiamo di aiutarlo nella scelta. Dunque, lui dice: “Non ce la faccio più a vedere sempre queste persone che accentrano il potere”.

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Riserva di caccia

Pubblicato 24 febbraio 2015 di patuasia
Categorie: Affari, Autonomia, Brutto esempio, Casta, Critica, Cultura morta, Degrado ambientale, Degrado morale, Domande, Favori, Mala politica, Mala Vita, Politica valdostana, Turismo

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Tutti a parlare di autonomia, tutti in sua difesa: bene sovrano della nostra comunità. Eppure non siamo autonomi affatto. Per prima cosa non lo saremo mai, se non riusciremo a stare in piedi con le nostre gambe. Intendo economicamente in piedi. E su cosa potremmo contare? Principalmente sul turismo e sull’energia. Il primo aspetto non riusciamo a gestirlo nel migliore dei modi: non abbiamo imparato a sfruttare appieno il potenziale che abbiamo, seguendo le linee guida di un turismo moderno e sostenibile. Nel secondo rapiniamo il territorio, costruendo centraline ovunque, anche là dove il paesaggio dovrebbe essere tutelato in quanto risorsa primaria del turismo. Abbiamo l’energia, ma, mi chiedo, dove sono i proventi della vendita della stessa? A cosa servono? Dove e come vengono investiti? La CVA è una partecipata della Regione che gestisce gli affari per conto suo. In quanto partecipata lo può fare e noi rimaniamo legalmente all’oscuro di tutto. Eppure l’acqua ci appartiene e ancora per un bel pezzo, ma sembra che invece sia di proprietà di un gruppo ristretto di persone che, gira e rigira, è sempre lo stesso e usa la Valle d’Aosta come il proprio terreno di caccia. L’autonomia ha arricchito politici e faccendieri  e dato le briciole a tutti gli altri che si sono accontentati di un posto, di un favore, di una casa, di promesse più o meno mantenute… di certo non ha garantito servizi di eccellenza come avremmo potuto avere. E adesso eccoci qui, incapaci di fare turismo e con un bene come l’acqua che ci sfugge da ogni controllo… come possiamo dirci autonomi? La difesa dell’autonomia è la difesa della riserva. La loro.

Sintesi!

Pubblicato 23 febbraio 2015 di patuasia
Categorie: Brutto esempio, Chiarezza, Critica, Delirio, Folclore valdostano, Libero mercato

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guide

Su FB le guide turistiche se la sono presa con me perché ho messo questa immagine che secondo loro non corrisponde al vero, ma leggete cosa diceva poco tempo fa su Aostasera la loro presidente: Aggiungere 30 persone in elenco significa raddoppiare i professionisti. E noi ‘vecchie’ guide cosa facciamo? Come mangiamo? Non abbiamo incarichi, non abbiamo entrate certe, tranne i clienti che a fatica conquistiamo e fidelizziamo. Dopo 20-25 anni sul territorio e di professionalità, questo bando ci mette in ginocchio, esponendoci alla concorrenza di persone che vengono da fuori, lavorano qui e poi pagano le tasse nei loro Paesi; succede già con francesi e tedeschi che vengono qui con le guide che arrivano dai loro Paesi. Ma succede con le guide piemontesi che cercano di conquistare nuovi mercati”. Dunque? La mia frase non era una semplice sintesi del loro pensiero?


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