Onorata Società


Cos’è l’Union valdotaine? Si spaccia per partito, ma partito non è. E’ qualcosa di più complesso e totalizzante, un misto fra una parrocchia, una setta, un clan e un’agenzia di collocamento. Essere iscritto all’Union è un atto di fede, di affiliazione e una richiesta di aiuto. Non c’entra nessun programma politico, nessuna ideologia, nessuna cultura, c’entra l’appartenza a un gruppo di potere, per qualcuno anche etnico. Il gruppo di potere tranquillizza e dà sicurezza ai suoi iscritti, organizzando feste, raduni e serate conviviali nei quali lo spirito unionista viene rafforzato con prosciutti e salsicce. Le foto dei Rendez-vous unionisti ritraggono persone sedute a tavola, gruppi avvolti nelle bandiere rosso-nere, politici. Sono immagini piuttosto inquietanti, perché l’allegria dei commensali è voluta e dettata dall’alto e  si traduce in una fedeltà che va oltre la politica stessa che dovrebbe fare uso della ragione. L’eccesso delle bandiere nei ritrovi appartiene a una retorica di vecchia propaganda che cozza con la contemporaneità. Questa scollatura rappresenta bene la chiusura culturale che esprime le Mouvement: un mondo piccolo e blindato è più facilmente controllabile. Le numerose sezioni sparse sul territorio hanno più che altro funzione di oratori. Le attività organizzate non hanno tanto lo scopo di creare una consapevolezza politica che non viene considerata in quanto le decisioni vengono prese da una ristrettissima cerchia di vip (se non da uno solo), ma quello di aggregare una comunità tramite la creazione di momenti conviviali. Si può dire che più di un’azione politica si tratti di un’azione sociale. Sentirsi parte di un gruppo  salva dalla solitudine, se poi grazie a quel gruppo si trova sistemazione per sé e per i propri figli, quel gruppo diventa una onorata Società. Con tanto di santino dell’arcangelo Gabriele.

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30 commenti su “Onorata Società”

  1. zorro Says:

    fantastica analisi politico-sociologica! complimentoni!!!

  2. pirmin Says:

    Questa Union non è più l’Union… Un comitato elettorale dove la poltrona ha sostituito gli ideali…
    Però all’interno esiste un gruppo, minoritario ma crescente, di persone concrete e disinteressate….
    Non lasceranno lo stemma in mano ai dittatori, almeno spero!!!

  3. Pierangelo Says:

    @Pirmin

    Che questa union non sia più l’Union è vero, che la poltrona ha preso il posto degli ideali vero (la maggioranza degli iscritti non sa cos’è il federalismo), che esista una fazione minoritaria all’interno del mouvement vero, che lo stemma non sia in mano ai “dittatori” ahimè non mi sembra molto vero.

  4. bruno courthoud Says:

    Che cosa sia il federalismo, e in paricolare quello “global”, non lo sa neanche l’Union, che cosa intenda per autonomia non lo sa neanche l’Union, nello Statuto vaneggia di improponibile “indipendenza”. Lo stesso Statuto puzza di origine “fascista” da tutti i pori, basta sostituire ,etnia “italiana” con etnia “valdostana”. Ma che cosa sia e se ci sia un’etnia valdostana non lo sa (o non lo sa più) neanche l’Union. La cosiddetta “autonomia” ci è stata regalata 1) in ragione della nostra povertà e miseria e, in allora, delle nostre disperate condizioni economiche. 2) per evitare una eventuale e possibile, in allora, annessione da parte della Francia (soluzione di guerra che a me personalmente avrebbe anche fatto piacere, alla faccia di ogni autonomia). Insomma l’UV è un clan di potere micronazionalista figlio del fascismo, che si sta manifestando ogni giorno di più. Sarebbe interessante un dibattito in proposito, al di fuori dei luoghi comuni che ogni giorno ci ammannisce la potitica, di destra come di sinistra.

  5. bruno courthoud Says:

    Aggiungo: votare oggi per l’UV (ma forse anche per Alpe), significa votare, magari inconsapevolmente, per il “fascismo” local (p.s. sono lungi dall’essere comunista e sono assiduo difensore delle culture “locali” (o di quel poco che di esse ormai sopravvive).

  6. Giovanni Says:

    L’U.V. non può essere capita né spiegata se la si dissocia dal suo elettore tipo. Quando in questa bella Valle scompariranno i troppi assistiti, gli inetti raccomandati, gli analfabeti, gli impiegati agricoltori, gli allevatori statali, i bevitori e mangiatori a scrocco lasciando posto ad una popolazione di cultura diversa, e non solo politica…..scomparirà anche l’U.V.. E’ solo questione di tempo.

  7. Bisker One Says:

    @Giovanni
    Finché il famigerato “elettore tipo” educherà i suoi stessi figli ad essere come lui, l’UV non scomparirà. Bisognerebbe che gran parte degli attuali residenti non avessero più figli e venissero sostituiti da immigrati per veder sparire anche il Partitone.

  8. cesara pavone Says:

    Non penso, caro Bruno che ALPE sia “fascismo local”, proprio no e qui, mi spiace stai andando, tu che sei persona con ottima capacità analitica, giù un tanto al chilo! posso capire il tuo disincanto che è un po’ anche il mio, ma certi paragoni sono davvero fuori luogo. Se mi sarò sbagliata farò ammenda e ti chiederò scusa!
    A fine anno ALPE farà un’Assemblea e se ci sono nodi, lì verranno sicuramente al pettine, ma non disperiamo anzitempo!
    con immutata amicizia, cesara.

  9. bruno courthoud Says:

    da quel poco che ne so io (e la cosa neanche mi interessa) Alpe è una costola dell’Union con il dente avvelenato. Il resto è contorno.
    Bruno


  10. @Cesara Pavone

    La teoria dell’evoluzione, è una delle scoperte politiche che hanno influito più profondamente sulla cultura e sulla concezione del mondo mediatico politico valdostano contemporaneo. Essa è stata concepita e messa a punto, nelle sue linee essenziali, da Beppe Grillo e da Gianroberto Casaleggio.

    Mi dispiace cara Cesara che a te sia sfuggita questa situazione, molto in evidenza su questo blog. Pare infatti che da questo evento le fortune politiche in casa Alpe, non arridano più tanto più facilmente. :-)

  11. bruno courthoud Says:

    ma non era proprio il PD, Bruscia in testa, che fino a ieri, cioè fino a quando pensava di poter riprendere le danze con l’UV, diceva che Alpe e UV pari sono? Ma basta politica da cortile, mi avete stufato.


  12. Le parole le lasciamo a chi le utilizza con indiscussa abilità come unico strumento per fare politica.
    Vediamo i fatti del passato ingombrante di qualcuno.

    Questa sera i seguaci di Grillo e Casaleggio, per dirla alla Bruscia, presenteranno un dossier su di un altra porcata portata a termine quando nel 2004 il PD o DS era in giunta con l’Union valdotaine presieduta proprio da Carlo Perrin, ora esponente di spicco dell’ALPE.
    Un’ ennesima storia scandalosa su quelle centraline idroelettiche, solo ora diventate un cavallo di battaglia di ALPE, che peraltro come il PD si è rifiutata di firmare l’esposto alla Procura della Repubblica che il Movimento 5 stelle oltre un anno fa aveva redatto e poi inviato.
    Troppo il timore che emergessero fatti scomodi del passato.
    Ladri lo deve dire sempre la Magistratura ma certo spesso una banda di incapaci e distratti ha trasversalmente ricoperto le cariche amministrative più importanti negli ultimi decenni della Valle d’Aosta.

    Se qualcuno si aspetta che il rinnovamento possa arrivare da coloro che hanno causato la malattia, auguri!

  13. Rainbow Says:

    Dove presenterete il dossier?


  14. Sempre a parlare dei fatti scomodi del passato? Quasi fosse un ricatto, signor Ferrero. Ma quando cercherà di evitare questi continui riferimenti che nulla hanno a che fare con il messaggio da me postato precedentemente? E come se io dicessi: “ebbene leggete cosa fanno oggi i seguaci di Grillo e Casaleggio…oggi”.
    Il Link:

    http://uncomunea5stelle-parma.blogautore.repubblica.it/?ref=HREC1-3

  15. bruno courthoud Says:

    Voterò per i grillini proprio per quello che hanno fatto in questi ultimi anni in valle d’aosta, senza né prendere né chiedere una lira, senza nessun mandato e senza romperci tutti i giorni i coglioni con fanfaronate di vario tipo, cioè tutto il contrario di quello che ci ha ammannito una classe politica che in confronto possiamo dire che non ha fatto NIENTE (fuorché i propri interessi). Poi ovviamente faranno quello che potranno e quello che lasceranno loro fare i soliti politici, ma questo è un altro discorso.


  16. Suvvia Stefano! Non offenda l’intelligenza dei lettori. Il Partito Democratico è nato nell’ottobre del 2007 e sarebbe ora di prenderne atto. Le parole le usate bene anche voi ma mi permetto di far notare che nella migliore tradizione “berlusconiana” le usate per semplificare e denigrare. L’idea che lanciando un invito “a mezzo stampa” per firmare un atto giuridico redatto da voi di cui non si conosce niente e rivolto a soggetti con i quali non perdete occasione per dichiarare che non volete avere niente a che fare… è un po’ sciocca. O no? Quindi non si tratta di timori o altre sciocchezze che vorreste seminare ma un giudizio sulla vostra iniziativa. Non è con le provocazioni che non portano a niente che si cambia questa Valle e alle prossime elezioni ci sarà la possibilità di scegliere tra la continuità con il sistema Rollandin e una alternativa di sinistra, progressista e autonomista fondata sui contenuti e sulle persone. Poi ci sarete anche voi? Evviva la democrazia.

  17. camosciobianco Says:

    … “non è con le provocazioni che non portano a niente che si cambia questa Valle …”

    Vero! Meglio lasciare le cose come sono, senza alzare polveroni inutili, confidando nella memoria corta degli elettori.

  18. bruno courthoud Says:

    stop! non disturbare i politici! sarebbero provocazioni che non portano a niente. Sanno tutto loro, sia sui contenuti sia sui modi! Popolo bue, abbi piena fiducia!


  19. Dobbiamo constatare come la nostra visione sia lontana anni luce da quella del PD anche nella valutazione dei fatti oggettivi e la cosa sinceramente ci dispiace, ma sapremo farcene una ragione.
    Rifutare il vostro passato ingombrante con l’alibi dei cambiamenti di nome del partito, senza compiere una seria autocritica, non è argomento convincente: quante volte lo ha fatto anche Berlusconi?
    Tenere la lente di ingrandimento su quanto sta avvenendo Parma è giusto ci mancherebbe..
    Continuare però con la storiella di Casaleggio è, per dirla alla Bruscia, come continuare a parlare del vostro senatore Lusi con la differenza che ora sta in galera e non ha dato le dimissioni prendendosi ancora lo stipendio da parlamentare…
    Questo è demagogia? Fate voi.
    Certo che se poi si considera qualsiasi critica come una provocazione e si evoca un’alternativa di sinistra con contenuti e persone, si spera nuove, quanto meno bisognerebbe dare un’indicazione su quali persone e quali contenuti. Anche due esempi per l’uno e per l’altro sarebbero sufficienti a capire la direzione…
    Infine non mi ritengo così intelligente da poter prendere per i fondelli nessuno dato che sono uno di quelli che finora ha subito.


  20. MI pare che il tono di sufficienza, che da un pò di tempo traspare anche in maniera alquanto sgraziata, nelle risposte di alcuni nick, sia un segnale evidente d’intolleranza. In futuro – quando capiterà – non personalizzerò più le mie risposte, facendo a meno di indicare il mittente; eviterò così di stimolare il principio morale di fornire una risposta. Spero, questo almeno mi sia consentito, non fosse altro che quasi tutti qui si rifanno all’ “Illuminismo”, che di fatto, pone al centro del proprio pensiero la ragione, da utilizzare come l’unico mezzo per estirpare l’ignoranza, i pregiudizi e le superstizioni imperanti.

    La ragione fa dunque da contraltare alle varie nefandezze persistenti nella vita politica, economica, sociale, morale, intellettuale e culturale ove prevalgono l’irrazionalità e la barbarie. Il pensiero illuminista investe molteplici aspetti della vita. Uno di questi, molto importante, riguarda il modo di intendere i rapporti interpersonali: la convinzione di partenza che ogni uomo abbia il dono della ragione dovrebbe fare scaturire un’accettazione spontanea e incondizionata verso gli altri uomini, un sentimento del tutto privo di pregiudizi e aperto verso le diversità. Chi non ricorda Voltaire quando diceva “Non sono d’accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee”?

    In un periodo in cui la violenza è all’ordine del giorno in cui le guerre devastano ancora tante parti del mondo, si può e si deve usare il dialogo come mezzo di risoluzione per qualsiasi controversia. E’ importante guardare al passato, criticarlo se necessario, per fare in modo che si capiscano gli errori commessi, ma grazie alla ragione di cui fortunatamente siamo dotati, dobbiamo fare in che non si ripetano più, ma è altrettanto auspicabile avere una maggiore comprensione tra i vari “pensieri” e soprattutto un rispetto reciproco grazie al quale il mondo sarebbe probabilmente più vivibile.

    Solo ascoltando opinioni diverse, solo confrontandosi l’uomo può imparare e crescere. Se tutti la penseremmo alla stesso modo, non ci sarebbero i dibattiti, e se non ci fosse la liberta di pensiero, ci sarebbe un unico pensiero ritenuto giusto, imposto a tutti. Dare la possibilità di esprimersi di conoscere come la pensa l’altro per sapere sempre di più, è il modo migliore per conoscere e crescere. Essere obbligati a seguire un unico pensiero è orribile, per questo la libertà di pensiero è fondamentale.

  21. bruno courthoud Says:

    Gli inconcludenti dibattiti pubblici e le azioni in sordina, nel segreto di segreterie, uffici, bar, ecc. sono sempre stati i metodi d’azione preferiti dalla politica. Moriremo dibattendo.

  22. camosciobianco Says:

    … le critiche più feroci non vengono dagli avversari politici bensì dai propri sostenitori o futuri ex elettori.


  23. E’ assolutamente comprensibile, come la soglia del Pd – lo zoccolo duro costantemente sopra il 26% – possa dare fastidio e la si tratti con disprezzo; in effetti una novità, che oggi vale oltre il 20% – nei sondaggi – appare a molti solo come chi rompe le uova nel paniere. Ma penso che ignorarla sia un grave errore strategico preferendo invocare le magagne delle segreterie ( allusione al vecchiume politico) come un qualche cosa da condannare a priori. Attenzione, non bisogna percorrere la via del “bischero” di Renzi che non ha proposte politiche diverse da quella: “io sono giovane”.

    Il movimento che oggi nei sondaggi è giunto al 20% non è un partito. E’ un “non partito”. Non ha referenti con cui potersi confrontare e trovare accordi programmatici. E’ qualcosa di evanescente. E’ un’invenzione di uno studio di marketing di Casaleggio & C, che, con l’immagine di Grillo, ha trovato una macchina per far soldi. Tutto li. Berlusconi, con un processo analogo, inventò un partito dall’oggi al domani che diventò in poche settimane il primo partito d’Italia e vinse le elezioni.

    La frammentazione della politica che esiste oggi in Italia, richiede, a mio modesto parere, una visione nuova e innovativa, senza la quale si rischia di preparare una tavola alla quale non tutti si siederanno. Ciò non significa affatto rinunciare ai propri principi e alle proprie priorità, ma perorarle con modi, che solo la diplomazia della trattativa può tradurli in posizioni di potere di governo.

  24. bruno courthoud Says:

    ma non si doveva parlare di che cosa è l’UV, l’onorata società?


  25. Hai ragione, ma il sig. Stefano Ferrero mi ha tirato dentro con argomenti che nulla hanno a che fare con l’oggetto a cui tu fai riferimento. Anzi e chiudo qui, vorrei chiarire una cosa su Lusi, visto che anche questo è stato un argomento trattato da Ferrero.

    Dopo aver seguito il dibattito in Senato, dopo aver appreso con sbalordimento della fuga dei senatori del Pdl per non votare, dopo aver letto commenti di vario tenore e genere sui giornali il giorno dopo, non si può fare a meno di ripensare il caso Lusi, alla luce del via libera alla custodia cautelare in carcere.

    E per dirla alla Ferrero, a proposito di onorata società, Lusi è a Rebibbia perchè è stato il Pd a mandarlo in carcere votando compatto. Dunque nessuna remora a parlare dell’ex tesorire della Margherita.

  26. patuasia Says:

    Lei, signor Bruscia, alle volte sa essere divertente: è come se io ti dicessi… e dice! Comunque il tema del post era un altro e vi pregherei di tenerlo in mente, grazie.


  27. Mi dispiace gentile Patusia disturbare nuovamente e ritornare su una notizia-verità che mi sta a cuore. Il problema è sorto quando il signor Stefano Ferrero il 23 giugno 2012 a 09:50 dice:

    “Continuare però con la storiella di Casaleggio è, per dirla alla Bruscia, come continuare a parlare del vostro senatore Lusi con la differenza che ora sta in galera e non ha dato le dimissioni prendendosi ancora lo stipendio da parlamentare…Questo è demagogia? Fate voi”.

    In effetti a Ferrero mal gliene incolse, esponendosi con la sua irruenza e la sua furia moralizzatrice in perfetta aderenza agli ideali del frate domenicano Savonarola. E’ da tempo, che lui si è immedesimato nella figura del predicatore contro la corruzione. Se poi le invettive sono specificatamente mirate contro il Pd, si sente ancora meglio!

    Ma leggendo ciò che il Corriere della Sera di oggi ha pubblicato su Lusi credo che dovrà fare ammenda:

    «L’interrogatorio è durato sette ore».
    Lusi ai pm: «Un patto con Rutelli e Bianco per dividerci i soldi.
    «Non volevamo che il denaro finisse nelle casse del Pd, così decidemmo la spartizione tra le correnti» (Margherita)

    Dunque egregio signor Ferrero,
    cerchi di ricordare – la prossima volta – prima di sentenziare che:
    1) Lusi è a Rebibbia in quanto è il Pd che ha votato compatto.
    2) Il denaro è stato spartito per non farlo entrare nelle caase del Pd.

    Ecco il LINK:

    http://www.corriere.it/politica/12_giugno_24/lusi-ai-pm-Un-patto-con-Rutelli-e-Bianco-Ecco-email-e-appunti_58c39012-bdcd-11e1-a8f4-59710be8ebe6.shtml

    Chiedo scusa, ma tanto vi dovevo per la precisione.

  28. Stinsonn Says:

    Certo che paragonare il Movimento 5 Stelle al Berlusconismo è decisamente una forzatura! Trovo strano che una persona impegnata in politica come Bruscia abbia una visione così limitata del Movimento al quale i sondaggi attribuiscono un consenso maggiore del 20%.Proprio in questa percentuale, presunta se vogliamo, sta la bontà di tale corrente di pensiero che, va ricordato, inizio già negli anni novanta del secolo scorso quando Grillo riempiva le piazze con i suoi monologhi che divertivano chi non ci vedeva altro che satira. Chi, invece, rifletteva sugli argomenti trattati ne trasse materia di dibattito e da questo, fatto sulla rete, nacquero i movimenti che oggi sono la realtà che abbiamo sotto gli occhi e che costituiscono un’alternativa al “ciarpame” politico del quale non se ne può più.
    Se in Bruscia vi è dell’onestà intellettuale non può non riconoscere quanto, sinteticamente, le ho detto sopra. Ma per concludere, visto che stavo parlando di alternativa, desidero far notare che essa è sempre stata il motore della civiltà e del progresso. Storicamente lo sono state la Rivoluzione Francese, quella d’Ottobre ed altre ancora, seppur meno impattanti. Pensiamo cosa sarebbe la nostra società senza quei due sconvolgimenti, ossia delle alternative allo status esistente? Forse saremmo ancora ai “servi della Gleba”!!!!


  29. Salve Stinsonn… non so se Patuasia si arrabbierà per questo prolungamento del dialogo su di un tema diverso da quello proposto, ma ci provo.
    Ad essere onesti intellettualmente fino findo devo dirti che non è nemmeno poi così vero che l’M5S è tutta questa novità. Se fai mente locale e ci rifletti su un pochino, questo nasce sulle “ceneri” (per così dire) del popolo viola.

    Cito da santa wikipedia:
    Il Popolo Viola è un movimento di attivismo politico italiano, nato dall’autoconvocazione tramite il social network Facebook, per iniziativa di un gruppo di blogger. Il colore viola è stato scelto in quanto non rappresentante nessun partito in parlamento e, di conseguenza, non strumentalizzabile per fini politici

    La nascita ed il No-B-Day
    Il popolo viola nacque in occasione di una manifestazione politica di massa tenutasi il 5 dicembre 2009 a Roma, il No Berlusconi Day, per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi dalla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri.

    In seguito al successo della manifestazione, i medesimi blogger proposero agli iscritti alla pagina su cui era stato organizzato il No Berluscony Day, di trasferirsi su una nuova pagina Facebook, fondata da uno di loro, un anonimo dal nickname “San Precario”, e denominata “Il Popolo Viola”, allo scopo di restare in contatto per ulteriori iniziative.

    Gli aderenti intendevano mantenere viva la rete di contatti sviluppata durante la preparazione del No Berlusconi Day, che proseguisse la lotta del Popolo Viola per mettere fine a quella che i partecipanti consideravano l’anomalia della democrazia italiana: il fatto che un potere enorme, mediatico e politico, si fosse di fatto concentrato nelle mani di un solo uomo, Silvio Berlusconi. Nel giudizio degli aderenti al movimento egli, allo scopo di proteggere i suoi interessi economici e giudiziari, lo stava utilizzando al fine di rendere inefficace quello che a loro parere è il principale strumento di tutela della democrazia nel Paese: la stessa Costituzione Italiana. [..]

    Dunque diciamocelo, l’attuale M5S è un’estensione di quel movimento..

    Con riferimento poi all’alternativa di cui parla Stinsonn con l’attuale obbrobrio, non si può fare, bisogna discutere le alleanze. Allora dico che a questo punto è necessario ridurre il campo della discussione. Ridurlo ad un confronto sintetico sul programma minimo, su delle priorità naturali sulle quali è più facile trovare un accordo. Poche cose fattibili che non tocchino le differenze più vistose, che sorvolino sulle realtà dirimenti, che si propongano, quindi modifiche condivise istituzionali, costituzionali ed europeiste, innanzi tutto, e obblighi connessi alle nostre condizioni finanziarie, le cui soluzioni saranno purtroppo condizionate dal volere di autorità sovranazionali.
    Un cordiale saluto a tutti.

  30. patuasia Says:

    Signor Bruscia, non solo va avanti nel fuori tema, ma scrive un commento lunghissimo! Ho messo in coda di moderazione il signor Borluzzi perché ripete ossessivamente un suo concetto, creando così fastidio agli utenti, se lei non smette di fare altrettanto sarò costretta a bannarla.


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