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La politica del Mulino Bianco

27 aprile 2015

E’ l’atmosfera da oratorio che aleggia in Alpe che mi disturba e non so neppure io il motivo. Non reggo più neppure l’ostentazione delle belle persone in quanto tali, l’entusiasmo da boy scout, l’allegria paesana, la semplicità da panino e bicchiere di vino, insomma sono diventata intollerante a tutti quei componenti che fanno di Alpe il partito del Mulino Bianco. Boh, chissà perché, forse perché la politica, quella vera, è altra cosa.

Leghisti razzisti!

27 aprile 2015

La Lega nord dice che non è razzista. Chi afferma il contrario viene apostrofato di buonismo. Vediamo chi ha ragione.

La campagna elettorale della Lega che vede Nicoletta Spelgatti candidata sindaco, ha come frase di battaglia la seguente: “Prima gli aostani”. Prima di chi? Secondo i seguaci di Salvini i cittadini che hanno la residenza e pagano le tasse si dividono in una ulteriore graduatoria: chi è nato qui da generazioni e chi no. Primi e secondi. La differenza dunque si basa esclusivamente sulla base etnica e non è forse sulla presunta superiorità di una presunta razza che si fonda il razzismo? In questo caso i diritti basilari come la casa, non sono di tutti gli esseri umani che contribuiscono allo sviluppo di una comunità, ma appartengono in primis a chi detiene determinate caratteristiche. A chi c’era già da prima. La Valle d’Aosta è stata redarguita dall’Europa per non essere così accogliente come dice di essere, ma ai leghisti ancora non basta. Fanno finta di non sapere. Per avere un minimo di aiuto sociale, secondo loro, occorrerebbe essere residenti per otto anni (legge che era in vigore ed è stata cambiata proprio perché fuori dalle direttive europee), prima i doveri e poi i diritti. Per la Lega gli esseri umani, se non appartengono al territorio da generazioni, non hanno diritti, solo doveri e poi ancora se ne parla. Difficile non vedere l’impronta del razzismo in questa affermazione. Un razzismo ancora più bieco in quanto strumentale alla vittoria elettorale. Ancora più disgustoso in quanto dirotta la fragilità verso altra fragilità per favorire politici che fragili non sono. (altro…)

Il Maestro Abbé!

26 aprile 2015

Articolo di Roberto Mancini.

L’Abbé Treves, maestro politico di Chanoux, un reazionario clericale, nemico di ogni libertà.

La presentazione del prezioso libro di Andrea Désandré ( “Sotto il segno del Leone”- Musumeci editore) è stata funestata da un intervento di Francois Stevenin, ex presidente del Consiglio regionale. Costui ha sostenuto essere l’abbé Treves “un liberale”: ecco dunque qualche documento in proposito. Le riflessioni politiche dell’ abate, un fiero ultra-reazionario che del liberalismo e di ogni libertà fu sempre nemico, sono tratte dal libro “Storia della Vda contemporanea 1919-1945” di Elio Riccarand.
Le potete leggere a pagina 104:
(altro…)

Convinta io VOTOME’

25 aprile 2015

Leggo.

ALPE: UN MOVIMENTO RESISTENTE CONTRO QUELLI CHE SI ALLEANO COL POTERE PERCHE’ AMANO IL POTERE. DI LIBERAZIONE C’E’ ANCORA BISOGNO. BUON 25 APRILE!“.

Siamo in campagna elettorale e questo partito usa la celebrazione del 25 Aprile per farsi propaganda. Si autodefinisce “Movimento resistente“. Cosa voglia dire non lo si evince, perché mica è chiaro chi siano coloro che si alleano al potere perché amano il potere. Neppure è chiaro cosa voglia dire potere, che viene interpretato nella sua esclusiva accezione negativa, quando senza non si va da nessuna parte. Ma viene subito agli occhi l’uso strumentale della parola “resistente” che fa il verso della commemorazione storica. Cazzo c’entra Alpe con la Resistenza che è un partito nato da un lustro o poco più? Niente, ma quell’allusione dà quel tocco di ribellione, quella brezza di libertà, quella scheggia di eroismo che cuce un abito che la disarticolata ALPE indossa per nascondere la sua pochezza. (Lasciamo perdere le iniziative da oratorio come la biciclettata).

Di Liberazione ce n’è tanto bisogno, soprattutto da questo abuso della Storia che la banalizza, finalizzato alla misera elezione di un partito.

Sempre più convinta io VOTOME’!

Poche balle io VOTOME’!

23 aprile 2015
Io voto mè. Tu votité. Lei votasé. Lui votasè...

Io votomé. Tu votité. Lei votasé. Lui votasè…

Non è qualunquismo è VOTOME’!

Una partecipazione creativa e individuale di scelta. Ognuno premia se stesso, dopotutto non c’è un proverbio che dice, “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio!”. Ecco, noi di VOTOME’ ci fidiamo solo di noi stessi. Siamo stati respinti dalla politica, dall’assenza di rispetto e di realtà. Noi di VOTOME’ non siamo gli sconfitti è la politica che è vinta. Fatta a pezzi da sé medesima. Noi di VOTOME’ ci abbiamo creduto. Ci siamo tappati il naso. Abbiamo confidato nel voto utile.  Abbiamo ceduto alle lusinghe del meno peggio.

Non ci resta che l’ironia. Come poter vivere senza?

Voi che dite?

22 aprile 2015

E c’è Regina Catambrone, una imprenditrice miliardaria, che ha deciso di spendere i suoi soldi per attrezzare una barca di salvataggio per i naufraghi nel Mediterraneo. Ne ha salvati quasi tremila, ma vuole fare di più. Esempio mirabile di un privato che va in soccorso dello Stato e delle sue inadempienze oltre che dei suoi limiti burocratici. Penso che questo esempio potrebbe essere preso in prestito da altri privati, na noi. La Regione ha detto no all’ospitalità di cinquanta profughi, senza polemizzare o scadere nella facile accusa, credo che sia più per cause oggettive chee non per cattiveria insita negli amministratori dei comuni valdostani. Dunque sarebbe bello che noi privati ci attivassimo per dare una mano. Quante case sfitte ci sono? Tante. Potrebbero essere messe a disposizione temporanea affinché le amministrazioni possano trovare una soluzione. Le quali potrebbero in cambio ridurre le tasse ai proprietari per il tempo concesso in uso. Per il cibo ci si potrebbe organizzare e raccogliere donazioni come è stato fatto in altre occasioni, insomma qualcosa ci si potrebbe inventare affinché l’immagine della Valle d’Aosta ricca e sprecona possa essere sostituita da una più nuova di Regione ospitale e solidale. Che dite? Farnetico?

Il logorroico!

20 aprile 2015

Ma è mai possibile che il signor Francesco Lucat non riesca mai a stare zitto? Neppure in una manifestazione dove viene richiesto il silenzio? NO! Non ci riesce proprio. Soffre di diarrea verbale. Se non blatera per almeno centoventi minuti consecutivi non gli sembra di esistere. Deve ascoltare il suono della sua voce per essere, la sua fisicità non gli basta a lui serve il sonoro. Questa sera, in piazza, si è commemorata la tragedia del Mediterraneo, in un centinaio ci siamo raccolti ai lati dell’Alpino di Canonica. Il collante fra noi era il silenzio. Non è comune stare in silenzio, se non si è soli, ma solo il respiro dell’aria e il gorgoglio della fontana erano ammessi al rispetto per le vittime. Le parole bandite come ospiti urticanti. Non c’era niente da dire. Ma lui, il logorroico, ha voluto togliere la maglia del silenzio che ci ricopriva e ci teneva insieme, raggelandoci con quella sua voce grossa, esplosa nel buio come un petardo! Una donna, presumibilmente l’organizzatrice del presidio, lo ha zittito, invitandolo a rispettare ciò per cui eravamo venuti. Niente da fare. Il logorroico ha puntato di nuovo l’arma e ha sparato un  “voglio rompere il silenzio per raccontarvi una storia…”. No no e ancora no! Zittito definitivamente! Ho letto tra le sue labbra un va fan culo, mentre andava a scaricare la sua verbosità qualche metro più in là con i compagni di partito. Siamo rimasti più di mezz’ora a dividerci un silenzio carico di commozione. Niente per quelle donne, quei bambini, quegli uomini e ragazzi, ma qualcosa.


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