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Figli di un dio minore

28 gennaio 2015

Non c’è che dire, la minoranza si contraddistingue proprio in quanto tale, nei gesti, nei pensieri, nelle opere e omissioni… Prendiamo il partito barricadero: l’UVP non vuole entrare in maggioranza perché a stare con Rollandin tradirebbe la fiducia degli elettori, però farà parte della maggioranza in Comune e voterà per lo stesso sindaco e vice sindaco che piacerà anche al nemico numero uno. Secondo voi cosa ne possono trarre gli elettori, quelli onesti? I dirigenti si aggrappano ai niveaux différents, un passepartout che dovrebbe spiegare le ragioni finissime della scelta. Ragioni ovviamente nobili e prive di interessi personali. Capisco le reazioni stupefatte della maggioranza. Alpe, incapace di cogliere al volo l’unica occasione per diventare co-protagonista della politica e magari incassare qualche cosa di decente e tagliata fuori dai giochi, si trincera nella nobiltà e nella coerenza della sua linea. (Spero che sappia almeno approfittare dell’attuale incrinatura fra PD e UVP per riemergere con una certa incisività). E veniamo al PD. (altro…)

La sottile linea rossa

28 gennaio 2015

Oggi è il Giorno della Memoria. Mi va di fare questa considerazione dopo aver visto il film The look of Silence di Oppenheimer. Nel film il silenzio è delle vittime ed è vissuto come un incubo, mentre i carnefici esaltano le loro gesta crudeli convinti di essere degli eroi e lo sono. Lo sono per la società che li accoglie in Parlamento e nei luoghi di potere. Non temono di venire smascherati nei loro atti, anzi li divulgano con dovizia di particolari e provano orgoglio. Perché? Perché hanno vinto. Il regime di terrore che ha ucciso quasi un milione di persone innocenti accusate di comunismo, ha vinto e gli assassini sono dalla parte della ragione. Se avessero vinto i tedeschi e il Terzo Reich fosse ancora al potere, non ci sarebbe Giorno della Memoria. Anzi con molta probabilità ci sarebbe la celebrazione del genocidio e noi lo festeggeremo ricordando non i carnefici, ma gli eroi.

Minorati!

28 gennaio 2015
Siamo minoritari o minorati? La risposta l'avete qui.

Siamo minoritari o minorati? La risposta l’avete qui.

Se la francofonia la interpretiamo in questo modo dopo quasi settant’anni di Autonomia imbottita di soldi, beh… allora è il momento della riforma del Titolo V!

Con quali soldi?

28 gennaio 2015

C’è nell’aria il faraonico progetto delle Funivie delle Cime Bianche, 530 chilometri di piste, intorno al Monte Rosa. Le funivie collegheranno Alagna Valsesia, passando per Gressoney e Ayas fino a Zermatt, attraverso le piste e gli impianti di Valtournenche e Cervinia. Il progetto è finanziato dall’Europa, ma chi sarà il finanziatore degli impianti? La società Monterosaski spa e chi c’è dietro alla società? La Regione. Leggo su Ansa VdA: “L’attuale dissesto finanziario della Monterosaski spa impone importanti riflessioni che potrebbero potenzialmente tradursi in dolorose scelte strutturali, doverose, seppur impopolari all’interno della stessa”. Mi chiedo come si possa anche solo ipotizzare un nuovo complesso sciistico e di queste proporzioni, se l’esistente è in grave dissesto economico. Le dolorose scelte strutturali altro non sono che i licenziamenti del personale. Dunque la Società è in crisi e licenzia e poi investe (soldi nostri) su un progetto senza le garanzie di poterlo mantenere? Non sono le dimensioni che risolveranno i problemi, semmai renderanno giganti questi ultimi. Forse sarebbe il caso di pensare a un altro tipo di turismo che possa garantire un paesaggio intatto in tutte le stagioni. E che gli svizzeri imparino a fare il cappuccino!

Tu chiamale, se vuoi, ipotesi

27 gennaio 2015

Non sarà un’avventura… no, non lo sarà. La scelta del candidato sindaco e vice-sindaco, sarà soppesata col bilancino degli equilibri politici. Quindi niente Centoz: troppo esposto alle critiche. E’ già sindaco che fa? Tradisce i suoi concittadini per andare in un altro Comune? Bella figuraccia! E poi è segretario del PD… va bene amministrare un comune piccolo piccolo, ma il capoluogo di Regione sarebbe troppo. Altra figuraccia. No, ci vuole altro. Un nome che piaccia ai Viérin innazitutto e che sia sopportabile anche a Rollandin. Un PD con tradizione unionista. Preferibilmente donna così dà un segnale di apertuta verso il gentil sesso e mette in difficoltà gli avversari: trovare il candidato giusto è difficile (siamo quattro gatti),  poi una donna… quasi impossibile. La Gazzetta Matin ha ipotizzato persone improponibili: Tonino Alder filo unionista da sempre, ma troppo vecchio e con qualche scheletruccio nell’armadio; Roberto Louvin politico di lungo corso, troppo lungo e poi che fa? Si rimette in pista con l’appoggio dell’Union valdotaine dopo che si era presentato come alternativa? No, sono ipotesi che non stanno in piedi giusto per scrivere qualcosa e offrire aperitivi da consumare nei bar. Se metto insieme gli elementi di cui sopra, mi viene un nome solo: Giuliana Ferrero. Proviene dalla politica per tradizione di famiglia, quel ramo della sinistra che ha sempre strizzato l’occhio ai Viérin, ha esperienza amministrativa, è giovane, è graziosa, è brava e si è allontanata dalla “cosa pubblica” quel tanto per essersi creata un alone di quasi verginità. Potrebbe essere lei.

Niveaux différents?

26 gennaio 2015

I niveaux différents sono diventati l’alibi per la Sinistra italiana e valdostana per giustificare l’alleanza di Tsipras con la destra. Per lui il compromesso su un obiettivo comune è legittimo, per Renzi no, è tradimento, anzi inciucio! Spero che Tsipras che vede il nostro Primo Ministro come un valido interlocutore, insegni ai nostri duri e puri che l’ideologia è morta da un bel po’ e che il suo posto è stato sostituito dalle idee che creano gli obiettivi e che possono essere trasversali.

Una mentina?

26 gennaio 2015

Oggi Fulvio Centoz, segretario del PD, dice che i punti di riferimento sono diventati i contenuti e che le prese di posizione personali non devono essere il perno della politica, se no non se ne esce. A dire il vero lo diceva anche ieri, ma i suoi consiglieri regionali, allora duri e puri sostenitori del cambiamento radicale (?) gli fecero la guerra. Oggi che sono i Viérin a battere la pista, la loro posizione si è ammorbidita. Evidentemente il ruolo di interlocutore di primo piano non è quello adatto al PD, preferisce il profilo basso, si sente garante nei rapporti con lo Stato e questo è sufficiente. Anche Alpe si è lasciata fagocitare dal clan di Jovençan, dagli slogan rivoluzionari necessari all’UVP per giustificare la scissione dalla casa madre. Ma davvero è solo Rollandin il problema? O piuttosto un pensiero dominante che coincide con l’autonomia intesa come terreno di proprietà esclusiva di chi governa? Non è fin troppo facile scaricare su un capro espiatorio le cause della crisi della Valle d’Aosta? Se la colpa è solo sua tutti gli altri sono innocenti, al massimo vittime. Ma è così? Io non credo che sia così. Tra i massoni locali si nascondono nomi insospettabili. Di qua e di là. Ma nella stessa famiglia. (altro…)


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